La Gazzetta di Arnese

I misteri di Thohir

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Post di Gian Maria De Francesco, giornalista di economia e finanza del quotidiano Il Giornale, tratto dal suo profilo Facebook

Dopo le Cayman spuntano anche le Isole Vergini Britanniche nella fitta ragnatela di società con cui Erick Thohir controlla il 30% dell’Inter, curiosamente proprio nelle settimane in cui il finanziere indonesiano sta trattando la cessione della propria quota ai cinesi di Suning. Il riassetto, secondo quanto ricostruito da Radiocor, è avvenuto lo scorso 5 ottobre quando Thohir si è dimesso da amministratore unico della International Sports Capital spa, la scatola italiana che detiene direttamente la quota nel club nerazzurro. La governance è stata cambiata introducendo un board di tre membri che sarà in carica per un solo anno: lo stesso Thohir, il suo braccio destro Isenta Hioe e – qui viene la sorpresa – la Wilkie Road Limited, rappresentata da Kwok Fai Lee «in veste di rappresentante legale». La Wilkie Road Limited ha una rappresentanza a Milano ma una postilla datata 23 luglio 2018 certifica come si tratti di una società off shore di diritto delle Isole Vergini britanniche, costituita il 26 settembre 2017; lo stesso Kwok Fai Lee ne è invece l’amministratore da giugno scorso. Quali i motivi di questo riassetto a livello di governance con l’ingresso di una off shore? Difficile decifrarlo: forse nei prossimi mesi, se e quando Thohir uscirà dall’Inter e verrà liquidato da Suning, le cose saranno più chiare. Negli anni scorsi era emerso che una finanziaria di Thohir con sede a Hong Kong, nel dettaglio la Nusantara Sports Ventures (al vertice della lunga catena di controllo del 30% dell’Inter), era stata finanziata dalla Merdeka Investments, off shore con sede alle Cayman. Uno schema replicato anche nel 2017 con un’altra finanziaria delle Cayman, la Aurora Alpha, su un prestito rimborsato proprio lo scorso settembre.

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