La Gazzetta di Arnese

Le avvolgenti sintonie Mc Kinsey-Cdp

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Brevi estratti su Cdp da Dagospia, dal blog Poteri Deboli e da Mf/Milano Finanza

Chi comanda in Cdp? I 5 stelle o Mc Kinsey, la società USA di consulenza che sforna manager a desta e a manca offre a Palermo, anche lui ex Mc Kinsey, i tre nuovi capi: Luca D’Agnese, Nunzio Tartaglia e Paolo Calcagnini (era responsabile Pianificazione e controllo di gestione, è stato promosso CFO al posto di Fabrizio Palermo), tutti ex Mc Kinsey, che dovranno gestire i 370 miliardi di bilancio. (estratto da Dagospia del 23 novembre)

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Un’altra gara ghiotta è stata bandita in agosto (chissa perché alla Cdp piace tanto lanciare le gare quando la maggioranza degli italiani è in ferie) per servizi di “consulenza strategica”. L’importo base è di 1,5 milioni di euro per 24 mesi. Prima di vedere chi ha partecipato, facciamo notare che il nuovo amministratore delegato della Cdp, Fabrizio Palermo, nominato il 27 luglio su indicazione dei Cinque stelle, esperto soprattutto di finanza, ha lavorato per sette anni (dal 1998 al 2005) alla McKinsey, considerata, a torto o a ragione, la lobby numero uno mondiale della consulenza strategica.

Che bisogno ha la Cdp di chiedere questi servizi all’esterno? E per fare cosa? Le offerte sono state presentate entro il 5 settembre. Alla gara hanno partecipato in tre: Bain & Company Italy, Inc., Boston Consulting group Srl, McKinsey & Company, Inc. Italy.  (estratto dal blog Poteri Deboli di ottobre)

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Riorganizzazione che in particolare prevede la creazione di una “Cassa per le imprese, la cui responsabilità è affidata, con decorrenza 1 dicembre 2018 a Nunzio Tartaglia, manager ex Ubi che Palermo ha chiamato in Cassa Depositi e Prestiti nei mesi scorsi”.

L’obiettivo della nuova direzione, come si legge in un documento interno alla società avrà, sarà “di assicurare sostegno finanziario integrato alle imprese appartenenti ai comparti non infrastrutturali per lo sviluppo, l’innovazione e la crescita dimensionale e di competitività a livello domestico e internazionale”. A questa si aggiunge una seconda direzione la cui responsabilità è stata affidata a Luca D’Agnese (ex Enel).

Si tratta della Cassa per le infrastrutture e la Pubblica Amministrazione, che avrà la missione di “accelerare lo sviluppo delle infrastrutture mediante supporto finanziario alle imprese del settore e alle amministrazioni pubbliche centrali e locali”, e che allo stesso tempo dovrà occuparsi anche di “advisory in ambito infrastrutturale, garantendo allo stesso tempo l’organicità degli interventi per lo sviluppo del comparto immobiliare del gruppo Cdp”.

C’è poi una terza direzione destinata a nascere: si tratta della “Cassa per la cooperazione internazionale allo sviluppo”, la cui responsabilità è stata affidata a Antonella Baldino, e che sarà dedicata al supporto finanziario a Paesi in via di sviluppo e ai mercati emergenti”, e anche questa risponderà direttamente a Palermo. Il piano prevede inoltre la creazione di una sgr a sostegno delle start up e piani di riqualificazione per sei grandi città italiane: Genova, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Palermo. (estratto da Mf/Milano Finanza di giorni fa)

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